Ultime notizie
Home » Notizie » Ambiente » Terra dei fuochi: controlli anche nel salernitano
Terra dei fuochi: controlli anche nel salernitano
Le devastazioni dei terreni in Campania hanno portato a conseguenze nefaste

Terra dei fuochi: controlli anche nel salernitano

Salerno – Secondo Corrado Lembo, procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, il magistrato che è in prima linea nella lotta contro i crimini della Terra dei Fuochi e contro i crimini commessi dal clan dei Casalesi, i controlli ambientali vanno fatti anche nella Piana del Sele.
Infatti, è necessario mappare tutto il territorio per verificare se ci sono fenomeni di inquinamento superficiale, sotterraneo o aereo, attraverso accurate indagini magnetometriche e spettografiche, e per mezzo dei droni, piccoli rilevatori posizionati sugli aerei. Interessate all’operazione sono le piane e le montagne.

I monti Casertani ai tempi della mitologia greca si diceva che erano abitati da Diana. Ora sono stati completamente sventrati. Si parla, infatti, di rapina ambientale. La speranza è che la rapina non sia avvenuta anche ai danni delle terre salernitane.

Al procuratore Lembo abbiamo posto due domande:
Quanto sono servite le rivelazioni del pentito Schiavone?
«Ha fatto una serie di dichiarazioni che riguardano tanti ambiti di interesse della magistratura inquirente, sono stati ampiamente arati ed esplorati quando è stato necessario. Sono stati riscontrati alcuni fatti, altri, probabilmente, non sono stati esplorati nella maniera più completa, e oggi si provvede a questo. Si dovrà provvedere ad una mappa completa di tutte le criticità ambientali nelle aree di cui ha parlato anche Schiavone, non soltanto Schiavone. Il problema non è quello di correre dietro alle dichiarazioni dei pentiti, è quello di avere un programma di rilevazione delle criticità ambientali fondato su metodi scientifici».
C’è allarme anche sui prodotti agricoli?
«Su questo bisogna essere molto rigorosi, il problema dell’accertamento delle criticità ambientali va di pari passi con il problema della salubrità alimentare. Bisogna essere estremamente rigorosi, il bene della salute va tutelato comunque senza sconti per nessuno. Bisogna però evitare inutili allarmismi, ma dove si individua una criticità ci sono due alternative: bonificare o perimetrare le aree e impedire che su queste si possano esercitare l’agricoltura o comunque altre attività connesse al ciclo alimentare».
Obbligo di informazione sulle terre inquinate
Il secondo articolo del dl sulla Terra dei Fuochi emendato due giorni fa, estende «l’obbligo informativo previsto dall’art. 129 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale a fattispecie di reato in cui i fatti comportino delle conseguenze pregiudizievoli sull’ambiente, sulla salute e sulla qualità dei prodotti agroalimentari al fine di favorire un corretto raccordo tra l’Autorità giudiziaria e le amministrazioni competenti ad adottare i provvedimenti eventualmente ritenuti opportuni e necessari».

Così, si legge in una sintesi resa nota dal ministero dell’Ambiente, «se durante un’inchiesta si viene a sapere di un interramento di veleni, di uno sversamento illegale, i magistrati informeranno direttamente le istituzioni locali di quello che accade in modo tale da provvedere immediatamente all’adozione delle iniziative di competenza (per esempio l’inibizione della distribuzione oppure le bonifiche)»

Maria Rosaria Voccia

Maria Rosaria Voccia

Maria Rosaria Voccia
giornalista, vivo a Salerno ma sono cittadina del mondo, amo la vita, l'arte, il mare, i gatti... Esperta in giornalismo eco ambientale, mi impegno nelle e per le campagne eco ambientaliste perchè desidero un mondo migliore, per noi e per i nostri figli. Free lance, collaboro con varie testate nazionali. Sono organizzatrice e curatrice di eventi.

Commenti chiusi.

Scroll To Top